Comunione o separazione dei beni?

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Comunione o separazione dei beni? È questa una delle decisioni che le coppie in procinto di unirsi in matrimonio sono chiamate a prendere.

Ne sentiamo parlare spesso, in TV, tra amici, parenti o familiari, ma quanto sappiamo in realtà della differenza tra questi due regimi patrimoniali? Bene, è arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza. Al momento sarete certamente sommersi dai preparativi, alla ricerca di consigli e idee interessanti per organizzare le nozze dei vostri sogni su siti specializzati in matrimonio, ma cercate di ritagliarvi del tempo per valutare le vostre opzioni, così da avere tutti gli strumenti necessari per fare una scelta consapevole e ben ponderata.

Comunione dei beni: in cosa consiste?

La comunione dei beni è il regime patrimoniale che, come dice il nome stesso, determina la condivisione dei “beni” acquistati o prodotti dal giorno del matrimonio in poi, costituendo un patrimonio comune che spetterà a ciascuno per il 50%.

È importante sottolineare che tutti i beni posseduti prima delle nozze rimangono comunque di sua proprietà, fermo restando il fatto che tutta la famiglia poi abbia diritto a goderne l’utilizzo.

È possibile classificare i beni in tre macro-gruppi:

  1. Beni che rientrano nella condivisione, dal momento stesso del loro acquisto. Sono compresi tutti gli acquisti effettuati dai coniugi durante la loro vita matrimoniale; le aziende costituite dopo il matrimonio e gestite dai partner; gli utili delle eventuali aziende appartenenti anche ad uno solo dei coniugi prima delle nozze; i debiti.
  2. Beni che rientrano nella comunione dei beni nel momento in cui si verifichi una separazione. In questo gruppo rientrano i redditi personali dei coniugi e i loro risparmi.
  3. Beni personali, che non rientrano in alcun modo nella comunione. Rimangono, infatti, di proprietà esclusiva del coniuge:
  • Beni già posseduti prima delle nozze;
  • Eredità o donazioni ricevute, anche dopo la data del matrimonio;
  • Beni di uso strettamente personale del partner;
  • Beni che eventualmente servono all’esercizio della professione del coniuge;
  • Risarcimenti danni personali o derivanti da una perdita personale della capacità lavorativa.

Separazione dei beni: in cosa consiste?

Il regime della separazione prescrive che ogni coniuge mantenga l’esclusiva titolarità dei beni acquisiti prima, durante e dopo il matrimonio. Lo stesso ha inoltre il diritto esclusivo di amministrazione del patrimonio senza che il coniuge possa intervenire nella stessa.

Ovviamente è bene specificare che la coppia che sceglie la separazione dei beni, non sta a significare in nessun modo che si ami di meno di quella che sceglie la comunione dei beni, né tantomeno che l’unità che si è venuta a formare sia meno “famiglia”. Ogni coniuge ha, infatti, il dovere di sostenere economicamente e mettere a disposizione della famiglia i propri beni, al fine del benessere del nucleo familiare stesso.

Questo regime prevede che ognuno dei coniugi resti proprietario esclusivo dei beni acquistati prima e durante il matrimonio, ma allo stesso modo la regola va estesa anche ai debiti. I debiti personali infatti dovrebbero essere pagati direttamente dal coniuge che li ha contratti.

Come scegliere tra comunione e separazione dei beni?

Gli articoli 143 e 147 del Codice Civile stabiliscono quali sono gli oneri economici per i coniugi uniti tramite cerimonia religiosa o matrimonio civile nell’Unione Europea, ma il nostro sistema lascia la piena libertà agli sposi su quale regime patrimoniale scegliere.

Innanzitutto è bene specificare che qualunque regime voi scegliate, non aggiunge né tantomeno toglie nulla al vostro amore e alla vostra famiglia. Questa decisione andrebbe presa consapevolmente, scindendo nettamente cuore e ragione. Non è questione di sentimenti né di fiducia. Ed è inoltre poco influente il fatto che il rapporto di coppia vada a gonfie vele, è quasi praticamente impossibile prevedere situazioni di conflitto, come separazioni o divorzi.

Tuttavia esistono dei parametri da considerare e attraverso i quali prendere una decisione giusta ponderata.

È infatti consigliabile il regime di comunione nel caso in cui si abbia la certezza assoluta di non incorrere in separazione o divorzio. È invece consigliabile il regime separato se:

  • uno dei due coniugi ha un’impresa commerciale: in caso di fallimento o debiti, il coniuge e i suoi beni non vengono coinvolti;
  • uno dei due ha figli da un altro matrimonio: se dovesse morire la separazione dei beni eviterebbe al coniuge rimasto in vita di litigare con i figli dell’altro per l’eredità.
  • uno dei due coniugi è particolarmente facoltoso e teme, o ha anche un piccolo dubbio, che il partner possa approfittare della situazione.

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