Lavorare nel campo del benessere? Un’opportunità a Livello Europeo

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Oggi molti giovani guardano al mercato del lavoro e alle sue opportunità, anche e soprattutto nel campo del benessere, non solo all’interno del territorio nazionale italiano. Oggi si parla molto di mercato del lavoro europeo, ma qual è la situazione reale per quanto riguarda chi opera nel campo della salute e del benessere?

Il percorso di internazionalizzazione delle competenze per molte professioni è stato reso più facile già a novembre 2015 dall’introduzione della Tessera Professionale. Stiamo parlando di migliaia di infermieri, farmacisti e fisioterapisti che potranno muoversi e lavorare liberamente all’interno dell’Unione Europea grazie al decreto che recepisce la direttiva  2013/55/UE. Una direttiva in realtà più ampia in quanto prevede per gli operatori della sanità, come medici e infermieri, nuovi standard basati su quadri formativi e prove comuni.

L’obiettivo della direttiva? Puntare al riconoscimento internazionale delle qualifiche professionali, mirando a rafforzare il mercato interno e allo stesso tempo promuovere una libera circolazione dei professionisti a livello internazionale. Si garantirà così un più efficiente sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali aprendo le porte dell’Europa ai tanti giovani che vogliono lavorare nel settore del benessere.

Se quindi la vostra ambizione vi porta già dai primi anni di studio a guardare al di fuori dei confini italiani, ecco per voi un breve riassunto di quanto previsto dalla direttiva 2013/55/UE:

  1. La Tessera Professionale Europea: si tratta di un documento necessario per poter esercitare la professione in ambito europeo e in un contesto di regole comuni e coinvolge migliaia di lavoratori che sono attivi come infermieri, farmacisti, fisioterapisti ma anche guide alpine e agenti immobiliari. La tessera si richiede comodamente online e permette di esercitare la professione in modo temporaneo o occasionale (valida 18 mesi e rinnovabile) oppure ‘di stabilimento’. Nota importante: la tessera di stabilimento non permette di esercitare autonomamente la professione se esistono requisiti pre vigenti nello Stato membro ospitante.
  2. Il meccanismo di allerta: è un provvedimento che coinvolge infermieri, medici, dentisti, veterinari, ostetriche, farmacisti, professioni sanitarie e altro e prevede che Ordini e Collegi abbiano il compito di informare le autorità di provvedimenti che limitano la capacità di operare di un professionista anche a titolo temporaneo e parziale.
  3. Percorso per l’accesso parziale alle professioni: per lavorare come operatore del benessere all’interno dell’Unione Europea vi sono limitazioni, ad esempio, legate alle conoscenze linguistiche qualora si esercitino professioni con ripercussioni sulla salute dei pazienti.
  4. Quadro Comune di Formazione e prove di formazione comuni: si valorizzerà l’acquisizione di conoscenze e competenze acquisite nell’intero percorso di formazione e attraverso l’esperienza diretta sia nazionale che internazionale con l’importante novità dei riconoscimenti del tirocinio professionale svolto in un altro stato UE.  (fonte http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=33846)

Per conoscere nel dettaglio le professioni regolamentate nei Paesi della UE e le autorità competenti è ad oggi possibile consultare la banca dati qui cercando la denominazione della professione nella lingua locale (nota: il sito si riferisce a tutte le professioni e non solo a quelle in ambito salute e benessere). Non trovate la vostra professione? In questo secondo caso è possibile rivolgersi agli sportelli nazionali competenti per le qualifiche professionali del Paese in cui vuoi lavorare qui.

La Professione del Massaggiatore e le possibilità di lavoro in Europa

Dal 10 febbraio 2013 con la legge n.4 del 14 gennaio 2013 “Disposizione in materia di professioni non organizzate” la professione del Massaggiatore è liberalizzata e quindi esercitabile per legge su tutto il territorio nazionale.

Vediamo ora nel dettaglio chi è e cosa fa il Massaggiatore del Benessere e quali sono i requisiti per esercitare questa affascinante professione.

Massaggiatore del Benessere: una professione al servizio degli altri

Sempre più persone in Italia e all’estero si rivolgono ad operatori del benessere per raggiungere uno stato di benessere psicofisico ottimale e sciogliere tensioni e stress accumulati durante lo svolgimento delle attività quotidiane o sul posto del lavoro.

Ecco dunque perché il massaggiatore si pone oggi come figura fondamentale per migliorare la condizione della persona sana oltre che per risolvere piccoli disturbi che colpiscono tutti quali indolenzimenti cervicali, mal di schiena ma anche ansia, insonnia e stress. Il Massaggiatore dunque ha la missione di far star bene le persone e riportarle in contatto con il loro corpo attraverso il tocco delle mani: ecco perché per diventare massaggiatore professionista è importante non solo acquisire le competenze teoriche e tecniche ma anche avere una predisposizione alle professioni di aiuto verso gli altri.

I requisiti per svolgere la Professione di Massaggiatore e le possibilità di impiego

A differenza delle altre professioni medico-sanitarie per fare il massaggiatore non è necessario avere una laurea o un diploma specifico e seguire anni di corsi. Se volete diventare massaggiatore professionista ed esercitare questa professione è sufficiente seguire uno o più corsi di massaggio monotematici (ad esempio corsi di massaggio sportivo, decontratturante, anticellulite come quelli proposti da Diabasi) oppure conseguire un diploma biennale per operatore del massaggio specializzandovi in una delle tante tecniche che compongono questa professione. E’ però importante rivolgersi a scuole certificate in modo da ottenere un titolo realmente spendibile sul mercato del lavoro. Per una lista completa di corsi formativi fai riferimento a questa pagina.

Avete conseguito il vostro attestato o il vostro diploma? Vediamo ora le possibilità di impiego come massaggiatore e operatore del benessere in Italia e all’estero. Cominciamo col dire che i massaggiatori sono oggi sempre più richiesti in tante strutture legate non più solo all’ambito dello sport e della salute ma anche al turismo e soprattutto al turismo di lusso. Molti massaggiatori trovano importanti opportunità di impiego in resort, villaggi turistici, centri termali, navi da crociera, hotel di lusso, ecc.

Si tratta infatti di un servizio che sempre più strutture turistiche di eccellenza decidono di offrire ai clienti che soggiornano per periodi più o meno lunghi e hanno il tempo e la disponibilità per regalarsi un massaggio.

Vediamo quindi come l’operatore del benessere abbia tre possibilità per esercitare la professione:

–          Lavorare come libero professionista con apertura di Partita Iva e iscrizione alla gestione separata INPS. Considerate che il massaggiatore professionista può chiedere fino a 60 euro l’ora per una seduta di massaggio e con 5 massaggi al giorno può arrivare a fatturare ben 6.900 euro al mese. Uno stipendio di tutto rispetto.

–          Lavorare con regolare contratto di assunzione presso palestre, centri benessere, centri termali, SPA, centri estetici, studi privati, centri olistici, centri sportivi, navi da crociera, villaggi turistici, alberghi e hotel.

Tutto questo senza la necessità di passare anni sui libri e ottenere una laurea e nella speranza che in tempi brevi la legislazione internazionale riconosca l’importanza della figura del massaggiatore al pari degli altri operatori del benessere riconosciuti a livello ministeriale e permetta anche, a chi svolge questa professione, di ottenere la Tessera Professionale Europea come previsto dalla direttiva 2013/55/UE.

Approfondimento: lo stato attuale della professione del massaggiatore nei diversi Paesi Europei

Inghilterra

La professione non è regolamentata dallo Stato e la legge permette a chiunque di operare nel campo del  benessere. Da poco esiste il General Council for Massage Therapies che è stato incaricato di organizzare una sorta di regolamentazione basata su un marchio di qualità e che si occupa di massaggi generici, specifici, riabilitativi e sportivi. Inoltre è allo studio un registro nazionale (non un albo) e norme transitorie. Chi vuole farsi riconoscere richiede l’ingresso in una associazione che curerà la pratica di riconoscimento e l’assicurazione.

Germania

Il titolo professionale è Masseur – Medizinische Bademeister plus Medical Wellnesstrainer e la professione è regolamentata da una legge del 1994 che regola sia la professione del massaggiatore che quella del fisioterapista. Il massaggiatore tedesco può lavorare in libera professione o da dipendente in uffici, ospedali, centri di trattamento, centri di riabilitazione e centri sportivi. Anche la formazione è regolamentata a livello statale.

Francia

In Francia non esiste più la famosa Ecole des Masseurs che è stata riassorbita dalla Ecole de kinésithérapie et de rééducation. La figura del massaggiatore è assorbita in quella del fisioterapista (masseur-kinesitherapiste, detto familiarmente kinè).

La formazione prevede un concorso di selezione e tre anni di scuola ed è in corso l’ipotesi di rendere questo percorso una laurea secondo le norme europee. Non esiste quindi più la figura del massaggiatore terapista come in Italia e la stessa cosa avviene in Belgio e in Spagna.

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