Conto deposito: perché sceglierlo, le migliori proposte 

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Cos’è un conto deposito? A cosa serve? Per chi può essere interessante?

Un conto deposito è un deposito bancario vincolato: vi si lasciano in giacenza dei risparmi, che non potremo ritirare per un periodo prefissato, o comunque non prima di una scadenza minima, ed in cambio la banca ci garantisce un certo rendimento.

E’ diverso da un conto corrente per il fatto che il denaro sul conto corrente possiamo sempre ritirarlo, ed è sempre disponibile. In passato i conti correnti riconoscevano un interesse positivo sul denaro che lasciavamo in giacenza, ma si trattava sempre di rendimenti inferiori al tasso di inflazione: di fatto, il guadagno che ottenevamo per avere un attivo sul conto corrente, veniva “mangiato” dall’inflazione.

Oggi che, per fortuna, abbiamo un inflazione inferiore al 1%, fattore che mantiene stabile il potere d’acquisto degli stipendi, non è possibile per le banche offrire un benché minimo rendimento sui conti correnti: il tasso di interesse attivo è minimo, o pari a zero, e con le spese, il rendimento effettivo diventa negativo, ossia “ci perdiamo”.

Se vogliamo avere un rendimento positivo, dobbiamo “per forza” lasciare i nostri risparmi su un conto vincolato, per una durata prestabilita minima. Questo tipo di conto si chiama “conto deposito”. Quali sono gli altri vantaggi di un conto deposito?

Un conto deposito è un conto a basso rischio, si tratta del modo meno rischioso di investire il proprio denaro. Si rivolge quindi a chi vuole ottenere un rendimento dai propri risparmi, comunque superiore all’inflazione, ma non vuole correre praticamente alcun rischio. In passato la scelta a basso rischio tipica erano i buoni di risparmio postale ed i titoli di stato. I buoni postali oggi danno rendimenti bassissimi. Anche i titoli di stato danno rendimenti bassi o negativi, e se li vendiamo prima della scadenza possiamo andare incontro a grosse perdite.

Qual è il conto deposito migliore? Il conto deposito migliore 2017 è Conto Esagon: si possono vincolare i risparmi da 1 a 7 anni, con rendimento crescente, e sempre superiore all’inflazione. Abbiamo quindi una flessibilità paragonabile a quella di un conto corrente, e possiamo essere premiati da un rendimento maggiore se siamo più “pazienti”.

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