Prestiti Inpdap per l’acquisto della prima casa

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I prestiti Inpdap sono dei particolari prestiti agevolati dedicati ai dipendenti pubblici e statali ed ai pensionati amministrati dall’Inps, iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni sociali e creditizie (Fondo Credito).

In particolare con i prestiti pluriennali diretti e con i mutui Inpdap è possibile ottenere un finanziamento per l’acquisto, il riscatto o la costruzione della propria casa, purché si tratti del primo immobile ad uso residenziale.

Questi prestiti oggi vengono gestiti dall’Inps dopo la convergenza dell’Inpdap nell’Istituto Nazionale di Previdenza sociale, e possono essere richiesti esclusivamente online tramite la propria Amministrazione di competenza.

Prestiti pluriennali Inpdap per l’acquisto della prima casa

I prestiti pluriennali diretti Inpdap sono dei prestiti gestiti ed erogati dall’Inps a seconda della disponibilità economica dell’Istituto, con durata quinquennale o decennale.

Possono essere richiesti dai dipendenti pubblici e statali e dai pensionati purché iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni sociali e creditizie da almeno 4 anni e con minimo 48 mesi d’anzianità di servizio.

I lavoratori dipendenti devono avere un con contratto a tempo indeterminato o  a tempo determinato, ma in quest’ultimo caso deve essere di almeno 36 mesi e la durata del prestito non può superare i termini di scadenza del contratto.

I prestiti pluriennali diretti possono essere usati per l’acquisto, il riscatto da Enti o la costruzione di un immobile come unica residenza dell’iscritto, con un tetto massimo di 150.000€.

Questi prestiti sono rimborsabili fino a 120 mesi tramite la cessione del quinto, cioè con una rata mensile in forma di trattenuta che non può superare 1/5 dello stipendio o della pensione netti mensili.

Il tasso annuale nominale (TAN) è del 3,5%, al quale bisogna aggiungere uno 0,5% per le spese amministrative dell’Inps ed un contributo al Fondo Rischi, variabile a seconda dell’età del richiedente e della durata del prestito da un minimo dello 0,96% ad un massimo del 2,28%.

Per i pensionati invece l’età massima è di 90 anni da non superare al termine del rimborso del prestito, ed il contributo al Fondo Rischi può andare da un minimo dell’1,92% fino ad un massimo del 22,39%.

Per richiedere un prestito pluriennale diretto è necessario presentare la domanda presso l’Inps esclusivamente per via telematica tramite la propria Amministrazione di competenza, allegando un certificato medico di sana costituzione e tutta la documentazione inerente l’acquisto dell’immobile.

Mutui Inpdap per l’acquisto della prima casa

Oltre ai prestiti pluriennali diretti i dipendenti pubblici e statali ed i pensionati Inps possono ricorrere ai mutui Inpdap per l’acquisto della prima casa, con un tetto massimo finanziabile di 300.000€.

Possono accedere a questo tipo di finanziamento i dipendenti pubblici e statali ed i pensionati iscritti da almeno 3 anni al Fondo Credito, inseriti in una graduatoria ed, in caso dei dipendenti, è necessario un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Inoltre l’immobile in questione deve risultare l’unica abitazione di residenza dei componenti della famiglia nel raggio di 100 Km, rientrando nelle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, con esclusione degli immobili di lusso.

I mutui Inpdap sono erogato con un tasso annuale nominale (TA) del 2,95% per i tassi fissi, mentre per i mutui a tasso variabile viene calcolato in base all’Euribor a 6 mesi maggiorato di 200 punti base.

Le richieste devono essere presentate esclusivamente per via telematica sul portale dell’Inps, con il proprio codice fiscale ed il PIN dispositivo per interagire con l’Istituto di Previdenza, allegando tutta la documentazione inerente l’immobile ed il proprio nucleo familiare (stato di famiglia).

Prestiti Inpdap per l’acquisto della prima casa del figlio

Da qualche anno a questa parte è diventato possibile richiedere un prestito Inpdap per l’acquisto della prima casa ad uso residenziale per un figlio, sia per i dipendenti pubblici e statali che per i pensionati Inps.

In questo caso il figlio deve essere maggiorenne e non risultare nello stato di famiglia dell’iscritto, inoltre bisogna presentare oltre al modulo compilato in ogni sua parte anche un certificato medico di sana costituzione.

Al modulo è necessario allegare l’atto notarile di compravendita non più vecchio di 12 mesi o, in caso l’acquisto non sia ancora avvenuto, una copia dell’atto preliminare di compravendita opportunamente registrato, oltre ovviamente allo stato di famiglia dell’interessato.

Inoltre il figlio deve avere un reddito dimostrabile che può essere un contratto a tempo indeterminato o una dichiarazione dei redditi, ed allegare una copia del certificato di reddito alla richiesta di prestito.

Conclusioni

I dipendenti pubblici e statali ed i pensionati Inps iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni sociali e creditizie, possono accedere a dei particolari finanziamenti agevolati per l’acquisto della prima casa di residenza.

Si tratta di prestiti pluriennali diretti rimborsabili in 60 o 120 mesi con un TAN del 3,5% con un tetto massimo di 150.000€, o di mutui Inpdap fino a 30 anni a tasso fisso (2,95%) o variabile (Euribor 6 mesi + 200 punti base), con un massimo di 300.000€.

Inoltre questi prestiti possono essere richiesti anche per l’acquisto della prima casa del proprio figlio maggiorenne, un aiuto concreto in un momento come questo quando ottenere un mutuo risulta sempre più difficile.

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