Quali Norme Regolano il Packaging in UE? Una Guida

Che la UE non avesse ben regolato le norme sul packaging, lasciando spazio all’uso di materiali presumibilmente pericolosi, lo si sospettava da molto tempo. In effetti le normative legislative in materia del packaging hanno lasciato aperte falle abbastanza grandi, nel corso del tempo.

La conferma del problema, però, è arrivata solo recentemente grazie ad una ricerca del BEUC e all’impegno congiunto di ben 4 associazioni di consumatori che hanno analizzato i materiali con cui sono realizzati tovaglioli, capsule del caffè e persino i sacchi di carta forniti dai panettieri. In molti casi sono stati scoperti dei materiali potenzialmente nocivi per l’organismo umano e alcuni persino cancerogeni. Su ben 6 campioni analizzati, almeno uno contiene delle ammine aromatiche, che secondo alcuni studi sono cancerogene. Molti materiali usati nel packaging dei prodotti, poi, contengono anche dei filtri UV, oltre agli inchiostri e smalti che a loro volta potrebbero provocare il cancro. Sempre dalle ricerche, è stato poi dimostrato che queste sostanze nocive possono trasferirsi nel cibo direttamente dall’involucro.

La notizia che fa ancora più discutere, però, è che l’agenzia per la sicurezza alimentare, l’Efsa, non si è mai occupata di valutare adeguatamente questo tipo di sostanze, in modo da stabilire dei limiti al loro utilizzo. In modo particolare sono gli inchiostri a non essere stati studiati per nulla, rappresentando così una falla legislativa che alcuni produttori hanno usato a proprio favore. Questi inchiostri, difatti, non costano molto, vengono applicati facilmente e così permettono al produttore di ottenere un guadagno sia in termini di soldi che in quelli di tempo.

In breve, si può facilmente capire che il tradizionale packaging con tanto di carta e cartone non sia affatto così sicuro come si è sempre pensato. In aggiunta a questo c’è una gran confusione all’interno della Comunità Europea a proposito delle sostanze permesse e di quelle illegali. Per esempio, secondo uno studio svolto dal Joint Research Centre, su oltre 1700 sostanze regolate dai vari Stati membri, unicamente il 9% è presente nella legislazione di 3 oppure più Stati.

Un’azienda che vuol essere allineata alle norme dell’UE deve solo evitare di usare le sostanze espressamente vietate dalle legislazioni comunitarie. C’è però una novità a cui tutti i produttori dovranno adeguarsi. In particolare, dopo che è stato posto il problema relativo alla presenza di sostanze nocive nel packaging, è stato deciso di confezionare i prodotti solo nella plastica totalmente riciclabile. Tale obiettivo dev’essere raggiunto entro il 2030 e rappresenta una missione per niente facile da realizzare. La plastica riciclabile, difatti, è più costosa rispetto a quella che viene usata oggigiorno per il confezionamento dei prodotti. Laddove aumentano le spese e gli investimenti da svolgere, l’azienda può fare fatica cercando di trovare una valida alternativa.

E sebbene le alternative non siano facilmente individuabili, comunque esistono e non possono essere ignorate. Quello relativo al confezionamento dei prodotti, difatti, è da troppo tempo un problema lasciato in secondo piano. Non si tratta solo di un problema per il pianeta e l’ecologia, bensì anche per le persone stesse. Proprio in quanto i materiali di confezionamento sono in grado di trasmettere al cibo le sostanze nocive contenute nel packaging, bisogna prestare la massima attenzione non solo a realizzare un prodotto al 100% sicuro, ma anche a confezionarlo in maniera tale da non far correre dei rischi alla salute delle persone.

Altro problema è dato dal riciclaggio. Infatti non solo la plastica, ma anche gli altri materiali sono difficilmente riciclabili e alcuni non riciclabili affatto. Basti pensare alla stessa plastica, di cui esistono svariate tipologie. Anche portandola in un centro di riciclaggio, non sempre gli impiegati dello stesso potranno riciclare questo materiale e non è un problema di attrezzature, bensì delle caratteristiche del materiale stesso che per definizione non può essere riciclato.

Certo per i privati cittadini le soluzioni esistono eccome. Ad esempio, come riporta giustamente questo articolo de lacucinaitaliana.it, si può pensare ai sacchetti in stoffa, che possono comunque trasformarsi in un’ottima soluzione anche per le esigenze di packaging aziendale, come dimostrano i prodotti del sito sacchettiditessuto.it, qui proposti a titolo esemplificativo.

E allora come confezionare i prodotti?

Una valida soluzione a questo problema potrebbe essere rappresentata dalla completa eliminazione dei vecchi oggetti di packaging, che nel XXI° secolo sono del tutto inutili e superflui. Basti pensare ai contenitori in plastica, in quanto dannosi per il prodotto e per la salute umana, ma anche alle solite scatolette di cartoncino. Lo stesso discorso vale anche per quanto riguarda le bottiglie di plastica, che sono difficilissime da smaltire, non offrono un buon livello di conservazione del prodotto e riscaldandosi possono rilasciare delle sostanze dannose in quantità minimali. Laddove questo sia possibile, tutti questi oggetti possono essere sostituiti con dei materiali bio-ecologici, pensati appositamente nel rispetto dell’ambiente e della salute umana.

Per esempio, è possibile prendere in considerazione l’idea di usare i sacchetti biologici ed ecologici per il packaging, che non solo possono limitare il consumo di plastica, ma aiutano a preservare l’ambiente limitando il consumo di plastica e offrono degli alti standard di conservazione dei prodotti alimentati. Usando i sacchetti di questo genere non vi è il rischio che delle sostanze nocive si mischino con il cibo ed è semplicemente una questione di tempo che la Comunità Europea modifichi le proprie normative in merito, favorendo un più ampio uso di materiali facilmente riciclabili e sicuri per la salute.

I soli sacchetti ecologici e biologici possono essere realizzati in materiali come il lino bianco, il cotone ecologico oppure il cotone grigio. A seconda dei prodotti conservati, tali sacchetti possono ulteriormente cambiare. Per esempio, per la conservazione dei cosmetici è possibile approfittare di appositi secchielli realizzati in cotone. Questi sacchetti vengono prodotti in dimensioni differenti e ognuno può scegliere quello che meglio si addice al proprio prodotto. Inoltre non costano tantissimo, rappresentano così una perfetta soluzione per coloro che vogliono rendere i propri prodotti maggiormente sicuri rispettando comunque tutte le normative europee in merito.

Per quanto riguarda le bevande, invece, è meglio usare le bottiglie ecologiche. Al giorno d’oggi sono facilissime da trovare, in quanto ormai diffuse in tutto il mondo. Tali bottiglie vengono realizzate con dei materiali ecologici: esattamente come i sacchetti, anche queste bottiglie possono essere riutilizzate moltissime volte. Per giunta sono belle da vedersi, in quanto spesso apprezzate non solo per via della alta funzionalità, ma anche grazie a un lato estetico curato sino ai minimi dettagli. E il loro costo? Considerando che si tratta di bottiglie che possono essere usate moltissime volte, non è affatto alto e ognuno può scegliere la bottiglia che per forma, dimensione e stile gli piace di più.

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